Citta' - Terme di Boario - Lago Moro - Parco Luine - Antichi comuni rurali
La città di Darfo Boario Terme, in virtù del D.P.R. 28 novembre 1966, è sorta col nome di Città di Darfo, modificato successivamente in DARFO BOARIO TERME con D.P.R. 28 gennaio 1969, N.° 38.
A ricordo della celebrazione per il titolo di città , venne eretta una lapide commemorativa (Palazzo Municipale) con la seguente iscrizione dettata dalla prof.ssa Margherita Biondi:
INSIGNITA DEL TITOLO DI CITTA' / DARFO / ONORA SUA GENTE / OPEROSA E VIGILE CUSTODE / DELLE PATRIE VIRTU' / NEL FERVORE DI UNA SEMPRE / PIU' INTENSA ATTIVITA' / 6 OTTOBRE 1968
La città di Darfo Boario Terme è rinomata in Italia e in Europa per le acque termali e minerali di Boario Terme e per il Parco nazionale delle incisioni rupestri di Luine. Il Comune di Darfo Boario Terme si estende sulle rive dei fiumi Oglio e Dezzo, dal Dosso Sparviero (1895) punto più elevato del territorio (micascisti di Maniva e porfiriti triassiche), a Sud-Est, al Monte Altissimo (formazione di Wengen), a Nord-Ovest; dal Lago Moro, alle alture denominate Luine, Simoni e Crape con il parco suddetto, alle colline Dosso e Monticolo ("Lazerum" il nome della cima, in latino), formate da arenarie del Permiano (conglomerato basale, formazione dei porfidi quarziferi superiori) con lembi tettonici del Servino, alla base. Il Canale Italsider attraversa il declivio pedemontano della riva sinistra dell'Oglio nel quale si gettano i torrenti Fosso Ogliolo, Rovinazza, Re di Gianico e l'emissario del Lago Moro. Le strade principali sono la Statale 42 del Tonale e della Mendola sulla quale si innesta la Statale 510 del Sebino e la Statale 294 del Vivione. Il fondovalle è attraversato dalla ferrovia Brescia-Edolo (1909) delle Ferrovie Nord Milano Esercizio con le Stazioni ferroviarie di Corna-Darfo, Boario Terme, Erbanno.
I dodici centri storici sono ricchi di opere d'arte; ricordiamo le più antiche incisioni rupestri della Val Camonica, le preziose opere d'arte sacra nelle oltre venti chiese aperte al culto, un castello medioevale, monumenti funebri trecenteschi di pietra simona, case signorili con loggiati e portali rinascimentali oltre a qualche notevole opera di scultura del Novecento. Attualmente la città di Darfo Boario Terme è un centro termale, turistico, commerciale e industriale. Vi hanno sede alcuni enti pubblici o a partecipazione pubblica come il Consorzio Metano Vallecamonica, istituito con decreto Regione Lombardia n. 29551 del 26 febbraio 1980, i Vigili del Fuoco e altri minori.
Il dato complessivo dei posti di lavoro procurati a Darfo Boario Terme (3.996) è, indubbiamente, il maggiore tra i Comuni della Vallecamonica; per tre quarti offerti dalle imprese industriali, artigianali e commerciali con il notevole apporto di un quarto da parte dei servizi. Il tracollo dell'economia valligiana ha costellato anche Darfo Boario Terme di sigle "ex": ex-Italsider, ex-Olcese, ex-I.P.S.I.A. (Istituto Professionale), ex-Hotel Terme, ex-Albergo della Posta, etc. Con l'apertura del nuovo tracciato della Statale 510 per Brescia, si spera che sorga qualche cosa di nuovo per dare lavoro a troppi disoccupati; e anche con la nuova iniezione di idee e programmi privati e governativi.
PALAZZO MUNICIPALE (1929), su disegno dell'ing. Oreste BUFFOLI. Sorge in Piazza Col. Ferruccio Lorenzini. Di tipico stile littorio con una torre inglobata in due ali asimmetriche a due piani, distinti da finestre inferriate ad arco a pieno centro nel primo piano e da finestre rettangolari nel secondo che si conclude con una modanatura a gola dorica.
La specchiatura della torre è la parte più caratteristica della facciata, segnata peraltro da un'alta zoccolatura di grossi conci di arenaria rossa. Sui lati dell'arco d'ingresso, passato da una gradinata, vi sono due nicchie con due lampade poligonali in ferro battuto e vetro. Segue il balcone su mensole a voluta con ringhiera in ferro battuto, davanti ad una porta finestra con lesene in muratura e capitelli in arenaria rossa, architrave di marmo bianco modanato a dentello e recante lo stemma comunale. L'ampio quadrante dell'orologio è situato nella torretta quadrata con modanatura dorica aggettante e conclusa, dentro un terrazzino con balaustre in muratura, da una specola a pianta quadrata con trifore stile impero sui quattro lati, conclusi da modanatura dorica sotto il tettuccio aggettante, piramidale, ricoperto con tegole e sormontato da un pinnacolo con asta portabandiera.